DI BARBARA ANTONELLI

Roma 10 giugno 2010 (foto dal sito www.musicvideolife.com) Nena News -  Si e’ esibito ieri sera in Libano il gruppo rock inglese Placebo. Nonostante l’appello della campagna BDS (di boicottaggio, sanzioni e disinvestimento nei confronti di Israele) a cancellare la loro tappa prevista a Tel Aviv, appena cinque giorni dopo l’attacco di Israele alla Freedom Flottiglia, il gruppo rock inglese ha ugualmente suonato il 5 giugno nello stato ebraico, trovando assolutamente normale recarsi al festival musicale previsto al Forum di Beirut, il mercoledi successivo.

“Il gruppo deve scegliere se vuole suonare in Libano o se vuole suonare in uno stato che viola continuamente i diritti umani” aveva detto Samah Idriss , portavoce dei gruppi di boicottaggio e della rivista libanese Al-Adab, tra i firmartari, insieme ad altre associazioni e ong libanesi dell’appello “I Placebo non sono i benvenuti in Libano”.

Gli attivisti della BDS hanno giustamente attaccato nel comunicato stampa anche gli stessi organizzatori del festival musicale di Beirut, facendo notare che siccome il concerto dei Placebo in Israele era gia’ fissato prima di quello in Libano, il gruppo inglese non avrebbe proprio dovuto essere invitato. “Non riconosciamo normale l’occupazione, ne’ un sistema basato sull’apartheid” hanno detto gli attivisti, rispondendo all’organizzatore e promotore del festival musicale al Beirut Forum, Jihad Al Mur che aveva sostenuto che si “trattava solo di musica e che la musica non ha nulla a che vedere con la politica.”

Un numero crescente di artisti internazionali, sia europei che statunitensi non accettano piu’ che Israele sia incluso come tappa dei loro tour o decidono di cancellare i concerti gia’ fissati in precedenza.

Esemplari i casi di Carlos Santana, del poeta rap Gil Scott-Heron e di Elvis Costello: quest’ultimo ha annullato i suoi concerti previsti per il 30 giugnio e il 1 luglio all’anfiteatro romano di Cesarea in una lettera ufficiale apparsa anche sul suo sito internet esprimendo preoccupazione rispetto al fatto che suonare in Israele “possa costituire di per se’ un atto politico” e spiegando la sua scelta come risposta alla “intimidazione e umiliazione subita dalla popolazione palestinese”.

L’attacco alla Freedom Flottiglia poi non ha fatto che rafforzare questa tendenza a boicottare Israele: in una sola settimana i Pixies, i Gorillaz e i Klaxons hanno tutti annullato concerti gia’in calendario.

Grandi conquiste per la PACBI, la campagna nata a Ramallah in Cisgiordania nel 2004 che promuove e sostiene il boicottaggio accademico e culturale di Israele e che ha ormai numerosi gruppi di appoggio in molti paesi europei e negli Usa. “ Una vittoria per la responsabilita’ etica degli artisti internazionali” ha dichiarato la PACBI, che ha recentemente messo in luce anche il fenomeno del boicottaggio silenzioso: accanto a molti artisti che pubblicamente dichiarano di non volere esibirsi in Israele, ce ne sono molti altri che senza alcun annuncio alla stampa, semplicemente decidono di non includere Israele come tappa dei loro tour. Ora la PACBI annuncia che concentrera’ tutti i suoi sforzi su Elton John, Rod Stewart e Massive Attack, che hanno concerti gia’ fissati in Israele entro l’estate. Nena News

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