Gerusalemme 10 giugno 2010 (foto dal sito blog.panorama.it) Nena News – Israele accetterà di allentare il blocco che strangola la Striscia di Gaza soltanto se verra’ accantonata l’idea di una inchiesta internazionale sulla strage dei nove attivisti turchi sulla nave «Mavi Marmara». Lo indicava ieri il quotidiano britannico Daily Telegraph, secondo il quale gli israeliani, di fronte alle crescenti critiche internazionali per la situazione a Gaza, stretta da tre anni in un blocco asfissiante, accetterebbero «in linea di principio» di far transitare via terra maggiori quantità di merci per la popolazione di Gaza. Allo stesso tempo il governo Netanyahu vuole che la comunita’ internazionale rinunci all’avvio di una inchiesta indipendente sull’uccisione dei pacifisti turchi compiuta dai soldati israeliani il 31 maggio durante l’arrembaggio al convoglio navale della Freedom Flotilla diretto a Gaza.

Tel Aviv pretende che l’indagine venga svolta da una sua commissione interna che, comunque, non avrà la facoltà di interrogare i vertici militari e i  soldati coinvolti nel blitz sulla Mavi Marmara. Un’ inchiesta interna che un giurista israeliano, Amnon Rubenstein, ha definito una indagine «decaffeinata».

     Israele ha dato proprio ieri l’idea di cosa intende per «allentamento» del blocco di Gaza. Secondo quanto riferito da Raed Fattouh, un alto funzionario palestinese, l’esercito israeliano ha cominciato a far entrare a Gaza maggiori quantità di succhi di succhi di frutta, biscotti, spezie, marmellate e patatine fritte. «Non ci basta – ha commentato Fattouh – è un passo minimo. Ciò di cui abbiamo bisogno è che Israele sospenda il bando sui vestiti, sulla carta, il cemento e il ferro necessari per la ricostruzione di Gaza, questi sono i materiali veramente essenziali». Irin, l’agenzia stampa delle Nazioni Unite, ha riferito che 48 autocarri carichi delle merci che erano a bordo delle navi della Freedom Flotilla, fermate con la forza la scorsa settimana dalla Marina militare israeliana, rimangono in attesa al valico di Kerem Shalom, tra Gaza e Israele. Un portavoce dello Stato ebraico ha accusato Hamas, che controlla Gaza dal 2007, per il mancato ingresso delle merci.  

     Intanto ieri, al termine dell’incontro a Washington con il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Abu Mazen, Barack Obama ha esortato Israele a rispondere agli interrogativi posti dal Consiglio di Sicurezza sull’arrembaggio in acque internazionali alla flotta umanitaria diretta a Gaza. Il presidente Usa, è tornato a definire «insostenibile» l’assedio di Gaza e promesso 400 milioni di dollari in aiuti per la popolazione della Striscia. L’Amministrazione Usa tuttavia non va oltre qualche leggera critica al governo israeliano sul quale non ha intenzione di esercitare pressioni concrete. (red) Nena News

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