DI BARBARA ANTONELLI

Gerusalemme 04 giugno 2010, Nena News – In Cisgiordania si aspetta col fiato sospeso l’arrivo domani a Gaza della nave pacifista “Rachel Corrie”. Intanto oggi si e’ registrata una grande partecipazione dei palestinesi alle manifestazioni organizzate nei villaggi dove ogni venerdì si tengono dimostrazioni contro il muro e l’espansione  delle colonie israeliane: a Al Masara (Betlemme), Bi’lin, Ni’lin e Nebi Saleh (Ramallah) e poi nel weekend a Hebron, Beit Ummar, Beit Jalla e in altri villaggi, i comitati popolari per la resistenza non-violenta palestinese hanno deciso di dedicare le proteste del venerdì alla “Freedom Flotilla”, per condannare il brutale e illegale attacco della marina israeliana che ha provocato nove vittime civili e decine di feriti su una nave turca. I manifestanti hanno chiesto che gli attivisti della Rachel Corrie arrivino sani e salvi a Gaza, e la fine immediata dell’assedio.

A Gerusalemme, la polizia israeliana in allerta per la preghiera del venerdì e temendo prevedibili proteste, ha  impedito ai palestinesi (pur con carta di identità gerosolimitana) di età inferiore ai 40 anni l’accesso alla moschea di Al-Aqsa e alla Città Vecchia.

Intanto è stato diffuso un comunicato stampa unitario firmato da oltre 800 organizzazioni e ONG della società civile di oltre 16 paesi del mondo arabo che condanna i crimini israeliani commessi nell’assalto alla Freedom Flottiglia e ribadisce la necessità della fine immediata dell’assedio a Gaza.

Nel comunicato si legge che “l’azione intrapresa da Israele è una chiara e aperta violazione dei principi del diritto internazionale e umanitario, in particolare della Quarta Convenzione di Ginevra.”

Le associazioni firmatarie definiscono l’assalto alla Freedom Flottiglia “un crimine di pirateria internazionale in aperta contraddizione con il diritto internazionale che vieta attacchi a navi battenti bandiera di un determinato paese e che abbiano dichiarato la loro destinazione, il carico i porti di imbarcazione e lo scopo della missione”. Chiedono inoltre ai singoli cittadini che erano sulle imbarcazioni e ai loro governi di intraprendere subito azioni legali contro Israele presso le corti internazionali, in particolare contro il leader e le autorità che hanno impartito gli ordini di commettere le uccisioni degli attivisti del convoglio.

A Gaza, Hamas ha lanciato un appello all’invio di altre navi mentre raduni con oltre 20mila persone contro il blocco israeliano si sono svolti in varie localita’ della Striscia.

Anche le manifestazioni organizzate tra oggi e domani  dal movimento pacifista israeliano, che inizialmente avevano un generico slogan per la fine dell’occupazione (oggi 5 giugno segna l’inizio della guerra dei sei giorni nel 1967, con cui Israele occupa da 43 anni West Bank, Gaza, Gerusalemme Est e alture del Golan) sono state dedicate alla condanna del governo israeliano per le azioni criminali contro la Freedom Flottiglia. Nena News

DeliciousFacebookDiggRSS FeedStumbleUponTwitterGoogleLinkedIn